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15/5/2003:  
       

Tempi duri per i destinatari di posta di ...@libero.it

Di questi tempi chi possiede un indirizzo di posta che fa capo ad alcuni grandi provider italiani, come Libero.it, Infostrada, InWind, può non essere raggiunto via e-mail da molti dei suoi interlocutori.
Il motivo è da ascriversi al fatto che questi provider, per motivi non del tutto noti, stanno applicando rigide regole antispam utilizzando, per bloccare lo SPAM (cioè le mail pubblicitarie non richieste), la blacklist di SPEWS, un sito siberiano specializzato nell'individuare e segnalare i server da cui si originano le catene spammatorie.
L'applicazione rigida della blacklist di SPEWS porta ad escludere anche sever di pubblica utilità, provider seri ed affidabili e singoli utenti possessori di domini del tutto estranei allo spamming i quali, per il solo fatto di essere sullo stesso gruppo di indirizzi IP di chi ha realmente fatto spam, o di chi è sospettato di averlo fatto, vengono brutalmente esclusi dal poter inviare e-mail verso i dominii di questi provider.
Da qui nasce una prima considerazione: è vero che io, appartenendo con un mio account ad uno di questi gruppi di IP in lista nera, ho grosse difficoltà a spedire e-mail verso gli utenti di libero.it o di Infostrada e di una serie di altri provider ancora da definire nella sua completezza. Ma è altresì vero che chi possiede un account che finisce con @libero.it o è appoggiato con un suo dominio di posta a Infostrada ( e InWind se non erro), vede restringersi paurosamente la fetta di mondo che può raggiungerlo via e-mail.
Ma il peggio è che per giorni neanche se ne accorge, perchè nessuno si cura di avvertirlo.
 
Quindi amici, se possedete uno di questi account di posta in fase di strozzamento, state allerta: molte mail a voi indirizzate potrebbero non giungervi mai. In questo caso adoperatevi per attivare nuovi indirizzi di posta e comunicateli ai vostri interlocutori.
 
Vediamo il nostro caso: InfoClub è una newsletter che vi invio in base alle regole della netiquette e con il vostro consenso.
Se vi accorgete di non riceverla più,  può essere dovuto proprio ad automatismi antispam che il vostro provider ha adottato, restringendo, e di molto, la vostra operatività con la posta elettronica.
Nino, uno dei nostri amici del gruppo, mi ha già segnalato che da settimane non riceve più le news di InfoClub.
Per questo motivo, per essere sicuro che riceviate questa mail, la spedisco due volte:
una con il solito provider che attualmente sta litigando con libero per riavere i suoi diritti di inoltro presso i gli utenti libero.it,
l'altra con Fastweb che spero non abbia lo stesso tipo di lite in atto.
 
SE AVETE RICEVUTO UNA SOLA COPIA DI QUESTA E-MAIL COMINCIATE A PREOCCUPARVI.
 
In ogni caso allertate chi, fra i vostri interlocutori, ha uno di questi indirizzi di posta o segnala di non ricevere vostre e-mail o vi spedisce posta ma gli torna indietro con questo tipo di errore:
 
 
This message was created automatically by mail delivery software (Exim).

A message that you sent could not be delivered to one or more of its
recipients. This is a permanent error. The following address(es) failed:

 
spicopallo@libero.it
    SMTP error from remote mailer after MAIL FROM:<riccardo@rosset.it> SIZE=2601:
    host mail1a.webmessenger.it [193.70.193.51]: 550 mail not accepted from blacklisted IP address

.
 
Alcuni link in rete che parlano di questo argomento:
 
URL: http://contenuti.interfree.it/117/IDNotizia5611.htm
Date/Time: 05/15/2003
eNote:

Al bando il diritto alla e-mail

 

Bologna - Da un po' di tempo in rete sono presenti strumenti anti-spam talmente organizzati da recare seri pregiudizi anche a chi e' un legittimo utente di Internet. Con Spews (una nuova associazione anti-spam internazionale), infatti, potremmo vederci tolto il diritto alla corrispondenza virtuale.

URL: http://www.pc-facile.com/news.php?id=807
Date/Time: 05/14/2003
eNote:
Text:
Spews - i cattivi

URL: http://www.freeforumzone.com/viewmessaggi.aspx?f=8600&idd=23
Date/Time: 05/14/2003
eNote:
Text:
SPEWS è un'organizzazione con sede in Siberia non rintracciabile con
cui non si può comunicare con nessun mezzo e di cui non si conoscono i
fondatori.

Pubblica una black list di indirizzi di SPAMMER.

Per rendere il loro operato maggiormente incisivo insieme agli
indirizzi di uno spammer, per colpire più a fondo il provider che
ospita lo spammer, inserisce nella propria lista nera anche degli
indirizzi di utenti non colpevoli ospitati presso lo stesso provider
dello spammer.

In questo modo, teoricamente, chi si trova invischiato - essendo
incolpevole - in questa lista nera dovrebbe minacciare di abbandonare
il provider da cui si serviva e in tal modo costringerlo a buttare
fuori lo spammer. Insomma alla fine il brodo è questo.
Maggiori informazioni si possono trovare in un articolo on line:
http://www.pc-facile.com/news.php?id=807

 

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