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10/11/2002: 
    Programmi spia (spyware)
 
Mai come oggi si è avuta la sensazione di avere una privacy da difendere; questo proprio perchè oggi, in misura maggiore di ogni epoca precedente, si è oggetto, consapevolmente o meno, di ripetuti attentati a quel diritto alla riservatezza sancito da tutte le costituzioni evolute e civili. Il giorno che abbiamo comperato il nostro primo modem e lo abbiamo usato per accedere ad Internet, siamo divenuti, nostro malgrado, oggetto di studio da parte di innumerevoli cacciatori di informazioni. Vengono studiate le nostre abitudini di navigazione, quello che preferiamo scaricare dalla rete, cosa compriamo con  o senza carta di credito, cosa facciamo nei gruppi di discussione, cosa diciamo nelle chat. Il principale beneficiato da queste informazioni è il Marketing, quella funzione delle imprese commerciali, che da sempre studia il mercato e le sue variabili ed è attentissimo nell'individuazione del target, cioè noi consumatori.
Altri cacciatori d'informazioni sono, in minor misura, gli hacker, le agenzie di controspionaggio e spionaggio, il dipendente o il tecnico curioso, gli investigatori privati e le spie industriali. Questi ultimi, naturalmente, solo se pensano di trovare qualcosa di interessante nel nostro computer. E, naturalmente, non si fermano nemmeno di fronte al nostro diritto all'inviolabilità della posta.
 
Il principale sistema con cui il marketing monitorizza le nostre abitudini di consumatori è quello di usare speciali programmi che, una volta installati nel nostro pc, trasmettono ai server, cui sono legati, proprio questo tipo d'informazione. La versione "benigna" di questi programmi si chiama adware e non dovrebbe trasmettere nulla ai produttori mentre la funzione principale resta quella di mostrare banner pubblicitari a rotazione nel programma che stiamo usando. Ad esempio, Eudora light, il software di posta elettronica che, nella sua versione adware, è gratuito, mostra banner a rotazione sopra il riquadro di riepilogo della posta. In realtà, ogni volta che facciamo click su uno di questi banner, informiamo qualcuno delle nostre scelte. Il più delle volte questo qualcuno è una società specializzata nell'advertising che, con queste informazioni, arricchisce il suo patrimonio di conoscenze sui gusti del pubblico, per meglio rispondere alle richieste degli uffici marketing, suoi clienti. Questa tecnica di rilevazione delle prefernze viene usata anche in moltissimi siti web e in molte mail pubblicitarie. Normalmente il nostro click viene solo contato, cioè non viene associato a noi come individui, ma finisce in statistiche sul gradimento del banner. In altri casi, invece, il deposito di cookie nel nostro pc permette di identificare, anche se ancora in modo anonimo, che i click che abbiamo fatto provengono da uno stesso individuo.
 
Ci sono società disposte a pagare bene per avere informazioni attendibili. Ad esempio quando sottoscriviamo, in alcuni supermercati, una carta di sconto, ci viene consegnata una card magnetica che ad ogni acquisto ci identifica e permette di registrare ogni cosa da noi acquistata nel database della società. Ma per queste informazioni riceviamo, in cambio, gli sconti; cioè pagano noi. In Internet, quasi sempre, c'è un altro che riceve soldi al posto nostro, grazie alle informazioni raccolte su di noi.
Prendiamo ad esempio questa società, la Novatris: il suo servizio NetObserver ha questo motto - "Per sapere tutto sugli internauti" - che già ci dice molto sugli intenti.
Per mezzo di link di questo tipo:
VA/AREA=NL.SUPEREVA/AAMSZ=120X600/ACC_RANDOM=1025800703350/
PAGEID=441458/POS=1,
piazzati su un banner qualsiasi, ci contano i click e ci rimandano al sito richiesto. In particolare la società che esegue questo conteggio è, nella fattispecie, Dada.it: uno dei maggiori provider italiani.
Noi clicchiamo e i loro ricavi aumentano.
 
Ma arriviamo ai programmi spia: la versione maliziosa dei programmi spia si chiama spyware e la sua funzione principale è quella di registrare le nostre attività e trasmetterle ai database di raccolta.
Molti di questi programmi, all'atto dell'installazione, ci richiedono la compilazione di un modulo con i nostri dati identificativi: indirizzo di e-mail, nome e cognome ecc. Poi, dopo aver depositato un cookie identificativo nel nostro pc, ogni operazione da noi fatta in Internet, a programma attivo, può essere monitorata e associata al nostro indirizzo di e-mail. E' quanto occorre per la perfetta identificazione e qualificazione del target. In questo modo, cioè, viene fotografato e archiviato il nostro profilo di consumatori.
 
Abbiamo la possibilità di opporci a questo spionaggio sistematico, installando un programma come Ad-aware e lanciando una scansione del nostro pc alla ricerca degli spyware insediati. In poco più di sei mesi che non facevo più una scansione con questo programma ne ho accumulati 34.
 
Il programma Ad-aware è freeware ed è scaricabile all'indirizzo:
 
Vorrei precisare che gli spyware non sono classificabili come virus tranne per alcuni casi in cui il comportamento è quello tipico di un virus. Per questo motivo i normali antivirus non fermano gli spyware non virali. Questa funzione è riservata a programmi come AD-Aware che tramite scansione dell'hard-disk, cercano e rimuovono spyware.

 

 
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